Le Rovine di Leonardo Coccorante

Leonardo Coccorante rivestì un ruolo di rilievo nel panorama artistico del XVIII secolo, grazie alla sua abilità nell'arte della pittura paesaggistica che ha contribuito a definire lo stile e l'estetica dell'epoca.

Leonardo Coccorante, un maestro del paesaggio barocco, nacque a Napoli l’8 novembre 1680 da Matteo e Antonia Pianese. Fin da giovane, mostrò un talento innato per l’arte e iniziò il suo apprendistato presso alcuni dei più rinomati pittori dell’epoca, tra cui Jan Frans van Bloemen, Angelo Maria Costa e Gabriele Ricciardelli.

Nel 1714, Coccorante sposò Giovanna Golino e si stabilì definitivamente a Napoli. La sua carriera artistica ebbe una svolta significativa quando, tra il 1737 e il 1739, fu incaricato di realizzare decorazioni per il Palazzo Reale di Napoli su commissione di Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie. Questo prestigioso incarico gli permise di affermarsi come uno dei pittori più richiesti del suo tempo.

Coccorante è noto soprattutto per i suoi maestosi paesaggi, caratterizzati da imponenti rovine architettoniche classiche immaginarie. Utilizzando una prospettiva architettonica innovativa, riusciva a creare ambienti ariosi e suggestivi, in cui le figure umane sembravano quasi insignificanti di fronte alla grandezza delle rovine.

Le sue opere, altamente dettagliate e tecnicamente eccellenti, attirarono l’attenzione di numerosi committenti in tutta Europa. Tra i suoi lavori più famosi si ricordano la Storia di Alessandro Magno, dipinta per l’abate Giuseppe Tomajuoli, e un paesaggio marino burrascoso realizzato per l’abate e poeta Nicolò Giovo.

Coccorante ebbe anche l’onore di ricevere commissioni da parte di importanti personalità, come Bartolomeo Di Maio, Francesco Caracciolo e Andrea Casimiro Ambrosio. Le sue opere sono oggi conservate in prestigiose istituzioni museali, tra cui il Museum of Art di Honolulu, il Louvre, il Museo d’Arte Lowe in Florida, il Musée départemental de l’Oise in Francia, il Museo di Grenoble, il Museo Regionale Agostino Pepoli di Trapani e la Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano.

Leonardo Coccorante morì a Napoli nel 1750.



Tra Rovine e Fantasia: La sua arte si distingue per la predilezione verso soggetti suggestivi, spesso incentrati su rovine archeologiche immerse in paesaggi pittoreschi. Coccorante non si limita a riprodurre fedelmente ciò che vede, ma infonde nelle sue opere una vena di fantasia e suggestione, popolando le scene di minuscole figure umane che accentuano la grandiosità dei monumenti decaduti. Si narra che Coccorante fosse solito dipingere en plein air, immergendosi completamente nella natura per catturare la luce e l’atmosfera del luogo con la massima fedeltà.

Al Servizio di Re: La fama di Coccorante raggiunge ben presto le orecchie di Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie, che lo convoca alla corte per impreziosire con la sua arte le residenze reali. Dal 1737 al 1739, il pittore si dedica con fervore alle decorazioni del Palazzo Reale di Caserta, creando vedute mozzafiato e affreschi scenografici che conferiscono sontuosità all’architettura regale.

Riconoscimenti e Successi: La maestria di Coccorante non passa inosservata. Le sue opere, cariche di fascino e di virtuosismo tecnico, conquistano il plauso di committenti illustri e collezionisti in tutta Europa, in particolare in Francia. La sua fama varca i confini nazionali e lo consacra come uno dei protagonisti indiscussi del panorama artistico settecentesco. Alcune sue opere vennero erroneamente attribuite ad altri maestri famosi, a dimostrazione della sua eccezionale abilità e del realismo delle sue rappresentazioni.

Oltre le Rovine: Nonostante la sua fama sia legata principalmente alle vedute di rovine, Coccorante si dimostra un artista versatile, capace di spaziare tra generi differenti. Dipinge con maestria anche scene di caccia, pastorali e marine, rivelando una profonda conoscenza della natura e una spiccata sensibilità per la luce. Coccorante fu un instancabile disegnatore, realizzando numerosi schizzi e appunti che ci offrono una preziosa finestra sul suo processo creativo e sulla sua inesauribile ispirazione.


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